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Putin nella «dacia» di Silvio per amicizia e affari

26 aprile 2010

Sarà Vladimir Putin, primo ministro della federazione Russa e uomo forte di una democrazia ancora tutta in fase di transizione il primo ospite straniero a pernottare, questa sera, insieme a una ristretta delegazione, a Villa Gernetto di Lesmo, recente acquisto del premier Silvio Berlusconi che intende farne la sede della nuova Università del pensiero liberale. La Villa settecentesca ha già aperto ufficialmente i battenti per un incontro bilaterale l’8 febbraio scorso tra Berlusconi e il premier croato, Jadranka Kosor, ma nel frattempo è stata allestita una foresteria che lo stesso “cavaliere” intenderebbe utilizzare sempre più spesso al posto di Villa San Martino ad Arcore il cui parco quasi si affaccia, da un lato, sui cinque ettari di Villa Gernetto.

Putin sarà accompagnato dal vicepremier con delega all’energia Igor Secin e dal ministro dell’energia, Serghei Shmatko. L’arrivo è previsto alle 21 all’aeroporto della Malpensa. Ad accogliere Putin sarà lo stesso Berlusconi. Insieme, in elicottero, raggiungeranno Arcore dove è prevista la cena prima del pernottamento a Villa Gernetto. Protocollo sui generis in un formato “semiprivato” una sorta di ibrido già sperimentato in passati incontri tra i due nelle dacie russe, a Soci e in Sardegna con picchetti e inni ma, ad esempio, senza i rispettivi ambasciatori italiano a Mosca e russo a Roma (Vittorio Surdo e Alexey Meskov) e delegazioni ridotte all’osso.

Serata informale dai toni rilassati quella di oggi senza un’agenda vera e propria. E’ molto probabile che Putin si informi delle ultime vicende politiche italiane e del ruolo di Gianfranco Fini nella maggioranza. Anche Putin illustrerà qual è lo stato dell’arte della sua coabitazione con il presidente Medvevdev anche se si tratta di situazioni molto diverse. Putin e Medevevdev condividono la stessa strategia di modernizzazione della federazione russa ma con tempi e modalità diverse essendo il primo espressione di un mondo conservatore e il secondo riformista e liberale più vicino alle esigenze del mondo imprenditoriale. Per domani mattina son previsti i colloqui di lavoro con l’energia al primo punto. Del resto Putin insieme ai due responsabili dell’energia del suo esecutivo è giunto a Milano proveniente da Vienna dove ha preso parte, insieme al cancelliere austriaco Werner Faymann, dell’accordo quadro tra Gazprom e Ovm sulla realizzazione del gasdotto South Stream, progetto sviluppato dal colosso Gazprom in cooperazione con l’italiana Eni e che dovrebbe garantire il trasporto del gas siberiano verso Italia e Grecia sotto il Mar Nero a partire dal 2015. E domani Putin volerà a Kiev in Ucraina dove incontrerà il presidente Viktor Yanukovych per dare seguito all’accordo che consentirà alla flotta russa di rimanere nei porti ucraini sul Mar Nero fino al 2042 in cambio di uno sconto del 30% sul prezzo del gas proveniente dalla Russia.

Con l’Italia i rapporti sono ovviamente molto più amichevoli. Oltre agli accordi sul nucleare sperimentale e le nuove tecnologie l’obiettivo è quello di rafforzare l’interscambio tra i due Paesi calato nel 2009 a 32,9 miliardi di dollari contro i 52,9 del 2008. Previsto un giro d’orizzonte sulle principali sinergie italo-russe da Fiat Sollers (il primo fuoristrada è stato già costruito e consegnato a Berlusconi che lo ha regalato al ministro La Russa due giorni fa) Finmeccanica-Pirelli– Russian technologies e altre ancora da finalizzare come Alitalia-Aeroflot.

Come già accaduto in incontri precedenti saranno però le due personalità di Silvio e Vladimir a reggere la scena, ad appianare, ove servisse, i contrasti tra aziende dei due Paesi così come a porre le basi per nuovi affari. Una sintonia che dura ormai da oltre dieci anni tra le nuotate insieme in Sardegna alle bevute di vodka coperti da pellicce e colbacchi a Mosca o San Pietroburgo fino alle gite in idrovolante come nell’ultimo incontro sul lago Valdai. Un’amicizia che Berlusconi ama esibire come quando a gennaio dopo l’aggressione con la statuetta a Milano uscì per la prima volta in un centro commerciale e poi in Provenza indossando il giubbotto da navigazione della Marina russa. A chi nell’opposizione ha contestato questo rapporto troppo stretto con Putin chiedendo che si riferisse in Parlamento sui contenuti dei colloqui ai quali erano stati esclusi perfino diplomatici italiani Berlusconi ha sempre risposto: «è un rapporto che è utile all’Italia e che ci garantisce la sicurezza delle fonti di energia».

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