Skip to content

Al via le grandi esercitazioni euro-africane per contrastare al Qaida nel Maghreb

7 maggio 2010

Da: Il Sole 24 ore – 7 maggio 2010 – di Gianandrea Gaiani

Seicento militari delle forze speciali statunitensi, affiancati da 150 militari di cinque paesi europei (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Spagna) e 400 appartenenti a 9 paesi africani dell’area del Sahel. L’esercitazione biennale “Flintlock 2010”, che ha preso il via lunedì a Ouagadougou, nel Bourkina Faso, rappresenta l’attività più importante gestita dall’Africa Commandstatunitense istituito nel 2007 e operativo dalla fine del 2008 su iniziativa dell’Amministrazione  Bush per contrastare la penetrazione di al Qaida (ma anche quella economica e strategica della Cina)  in Africa. L’esercitazione si svilupperà dal 3 al 22 maggio in Burkina Faso, Senegal, Mali, Mauritania, Ciad, Niger e Marocco e mira a fornire ai reparti d’èlite degli eserciti e delle polizie militari dei paesi del Sahel nozioni e addestramento sulle tecniche anti-guerriglia e anti-terrorismo.

Le peculiarità di questa esercitazione sono rappresentate dalla presenza esclusiva di forze speciali e d’élite e dall’opportunità offerta ai reparti africani di conoscere mezzi e procedure in uso alle forze statunitensi e Nato con i quali dovranno integrarsi in caso di operazioni congiunte.

La minaccia portata dal Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento e da altre formazioni islamiste, come il Maroccan Islamic Combatant Group, confluite nel l’organizzazione di al Qaida nel Maghreb islamico si è allargata negli ultimi dalla regione sahariana algerina a tutto il Sahel, area poverissima dove solo tra il 2004 e il 2005 le scuole coraniche sono aumentate del 170 per cento. Nel 2007 l’intelligence militare statunitense rilevò il tentativo di al Qaida di consolidarsi in quest’area africana dove ampi spazi territoriali sono al di fuori del controllo militare e di polizia.. Oltre ad attaccare le scarne guarnigioni di frontiera e realizzare campi d’addestramento i miliziani puntano a reclutare volontari e a finanziare il movimento con il sequestro di ostaggi occidentali. A questo proposito nel marzo scorso Algeria Mali, Mauritania e Niger hanno costituito un comando congiunto nel sud dell’Algeria per coordinare gli sforzi lungo le vaste regioni di confine.

L’esercitazione Flintlock e la cooperazione con Washington rappresentano «la messa in opera di una visione strategica per i paesi della zona sahelo-sahariana per sradicare il terrorismo e la criminalità legata al traffico di uomini, armi e droga», ha dichiarato il ministro della Difesa del Burkina Faso, Yero Boly, che ha smentito le voci che davano per imminente la creazione del quartier generale di Africom sul territorio del suo paese. «Non c’e stata alcuna richiesta in questo senso al Burkina Faso», ha confermato Antony Holmes, il diplomatico statunitense responsabile delle attività “civili-militari” di Africom che ha la sua sede n Germania. Negli ultimi anni sono circolate molte voci circa la disponibilità di Marocco, Gibuti, Etiopia e Burkina Faso a ospitare il quartier genberale di Afrucom, guidato dal generale William E. “Kip” Ward.

Ipotesi mai concretizzatesi nonostante l’indotto economico-finanziario che avrebbe generato a causa dell’elevato rischio di azioni terroristiche. Dal 2002 le diverse iniziative di partenariato con i paesi del Sahel varate da Washington (Trans-Sahara Counter-Terrorism Partnership e prima la Trans  Sahara Counter Terrorism Initiative) hanno visto stanziamenti di oltre 650 milioni di dollari a favore delle forze armate dei nove Paesi aderenti  (Algeria, Burkina Faso, Ciad, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Senegal e Tunisia) ma nessuno stato africano sembra disposto a ospitare il comando statunitense. L’unica base permanente statunitense nel continente si trova a Gibuti, dove dal 2002 opera la Task Force Horn of Africa, 2.200 marines e forze speciali  che operano in Africa orientale e soprattutto in Somalia. Pur in assenza di basi permanenti, gli accordi della Trans-Sahara Counter-Terrorism Partnership consentono agli Stati Uniti di impiegare basi e aeroporti nei Paesi del Sahel per condurre azioni mirate o su richiesta degli stati aderenti. Africom ha organizzato in questi giorni anche un’altra esercitazione antiterrorismo, questa volta marittima, chiamata  Phoenix Express-2010 che coinvolgerà dal 7 maggio le marine di Marocco e Senegal addestrate a condurre operazioni di sicurezza e protezione di navi e porti dal Fleet Anti-terrorism  Security Team dell’Us Navy  della base navale di Rota, in Spagna.

Le immagini delle esercitazioni

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: